martedì 4 dicembre 2007

IO E LA MATEMATICA

IO E LA MATEMATICA

Ogni giorno vengo a contatto con la matematica, sia indirettamente che direttamente, di conseguenza la matematica è una disciplina che serve sempre, è fondamentale per ognuno di noi.
Si inizia a insegnare questa disciplina fin da piccoli, infatti i nostri genitori ci insegnano a far dire la nostra età, in questo modo inconsapevolmente entriamo in contatto con i numeri, successivamente è compito della maestre approfondire tutto ciò che riguarda la misura, l’ordine, il pensiero razionale e i numeri.
Il mio rapporto con la matematica è stato caratterizzato da alti e bassi in modo particolare alle superiori, del periodo in cui ho frequentato la scuola media ed elementare ricordo ben poco.
Alle elementari c’era molta competizione tra noi alunni su chi prima risolveva un problema, su chi riusciva a contare fino 200, 300… su chi riusciva a fare divisione con due o tre cifre…e l’insegnante premiava chi riusciva meglio.
Non riuscivo trovare interesse per la matematica, ne avevo stimoli che mi potessero incuriosire non trovavo nulla di piacevole in questa disciplina scientifica, mi limitavo semplicemente a svolgere il mio dovere di alunna diligente.
Le lezioni erano noiose, per nulla piacevoli, l’insegnante non faceva che lodare i soliti compagni e urlare contro chi non la soddisfaceva, ogni giorno era monotono e uguale, la maestra spiegava in modo nozionistico le regole dopo di che ci caricava di esercizi da svolgere che io eseguivo, ma in cui non trovavo nulla di piacevole e interessante, vivevo tutto come un dovere in cui non trovavo nulla di curioso.
Alle medie ho incontrato molte difficoltà in algebra e nelle espressioni, in cui non riuscivo ad applicare il metodo veloce, ma avevo bisogno di fare passaggio per passaggio a differenza dei miei compagni che erano più veloci di me ad apprendere, per questo oltre alla frustrazione e all’ansia perché non riuscivo a risolvere gli esercizi si aggiunse il disagio e l’insoddisfazione di me stessa perché ero l’ultima.
Sono dell’idea che una maestra abbia il compito di coinvolgere ogni alunno, ogni lezione deve poter fornire stimoli ed interessi, un bambino a scuola non deve annoiarsi, ma deve vivere l’ambiente scolastico come momento piacevole, periodo in cui ognuno può trovare risposte alla sue curiosità ed ai suoi interessi che gli permettano di maturare durante la crescita e gli offrano le basi per orientarsi nella società in cui vive.
Credo che la maestra deve stare attenta ad arricchire le sue lezioni con metodi di insegnamento sempre nuovi così nel bambino possono emergere sentimenti di stupore, di interesse e curiosità e il desiderio di apprendere elementi nuovi senza annoiarsi e viverlo come un dovere, ma come un piacere.

Nessun commento: