mercoledì 12 dicembre 2007

UNITA' DI APPRENDIMETO

T10- COSTRUZIONE DI UNA UNITà DI APPRENDIMENTO CON QQ..STORIA
A CURA DI GIULIA GORRA, CHIARA CRISTOFORI, TATIANA CONTI, ROBERTA PESSINA E SILVIA DI PIETROPARTE COSTRUTTIVA

La nostra Unità di Apprendimento è rivolta a bambini di terza elementare il suo obiettivo è di far apprendere il calcolo a mente.Partendo dalla lettura della storia “ La luna di formaggio” ai bambini vengono introdotte le operazioni dell’addizione e della sottrazione, successivamente si conduce il bambino all’acquisizione del calcolo a mente attraverso esercizi creati dal punto di vista informatico con QQ.Storie e dal punto di vista pratico con lo utilizzo di palline di pongo, in questo modo il bambino collega il sapere appreso dalle lezioni frontali sulle operazioni al sapere fare per mezzo di esercizi interattivi con il computer e le palline.Gli esercizi sono caratterizzati da una somministrazione graduale: si parte infatti da esercizi semplici e mano a mano si aumenta il grado di difficoltà, inoltre le prove sono in base 3


SCHEMA UNITÀ DI APPRENDIMENTO:
Titolo: “Calcolare a Mente”
Destinatari: una classe terza elementare
Analisi della situazione:ci troviamo a novembre, l’insegnante riprende le conoscenze riguardo l’addizione e la sottrazione e i bambini iniziano a eseguire le operazioni in particolare modo con la tecnica del calcolo e mente.
Obiettivi:
Contare sia in senso progressivo che regressivo.
Comprendere le relazioni tra operazioni di addizione e sottrazione.
Eseguire addizioni e sottrazioni tra numeri naturali con metodi, strumenti e tecniche diversi (calcolo mentale, carta e penna, pongo..).
Attività didattiche previste
- attività 1:
descrizione attività
Lettura della storia “ La luna di formaggio”
Spiegazione delle operazioni di addizione e sottrazione
-attività 2:
descrizione attività
Esercizi elaborati attraverso il programma QQ.storie
-attività 3:
descrizione attività:
L’insegnante propone esercizi pratici attraverso l’uso delle palline del pongo
Strumenti:
materiale didattico
programma QQ.Storie
palline di pongo
Metodo:
lezioni frontali, e interattive attraverso l’utilizzo di strumenti concreti come le palline di pongo e strumenti informatici ( QQ.storie).
Modalità di verifica e valutazione:
- in itinere: ad ogni lezione ai bambini viene chiesto di riassumere ciò che si è fatto la volta prima. La maestra osserva attentamente i bambini e cerca di fare intervenire nella discussione anche i più timidi, in modo da verificare le conoscenze di ogni bambino.
storia: La luna di formaggio
Una volta la Luna era fatta di formaggio; di una caciotta così buona che tutti facevano a gara per mangiarla.Astronauti, marziani, abitanti del pianeta ChissàDove ed extraterrestri di ogni età dei pianeti della galassia UnPòpiùInLà…tutti scendevano dalle loro astronavi per accaparrarsi il loro caciottino lunare.Così, un brutto giorno, la Luna diventò tutta un buco e non aveva più la tondeggiante forma di una caciotta ma sembrava un gruviera rosicchiato dai topi.Da quel giorno astronauti ed extraterrestri vari capirono che era il caso di trovare altre mete per i loro viaggi culinari ed aspettare che il caciottone lunare si ricostituisse un po’.Via via la Luna ha colmato molti buchi, pian piano, ed è quasi tornata il caciottone tondeggiante di un tempo.Oggi gli scienziati parlano di meteoriti e di crateri ma nell’universo, la leggenda della prelibatezza della caciotta di Luna non si è persa.

MATERIALI DIDATTICI STRUTTURATI

Il nostro strumento didattico è basato su un sistema di conteggio in base 3 ed è formato da palline colorate.
L’idea nasce dallo studio del metodo proposto nel testo di Camillo Bortolato, che però riferisce una serie di attività con riferimento alla base 10.
Il sistema di conteggio preposto solitamente è infatti in base 10, come il numero delle nostre dita delle mani; è una convenzione e già da piccoli ci abituiamo a contare in questo modo.

La nostra proposta, invece, prevede un sistema basato sulla base 3, che, come dimostratoci a lezione, può essere comunque molto comodo a livello intuitivo e rappresentativo

Il sistema è formato da delle palline colorate, di diversa dimensione, a cui vengono assegnati diversi valori.

La palline verdi sono quelle con minore valore, in quanto rappresentano l’unità

La palline gialle hanno valenza 3 e sono leggermente più grosse delle precedenti

Le palline blu sono ancora più grosse e valgono 32, cioè 9

Le palline rosse sono quelle che hanno valore maggiore, 27 e sono le più grosse

Abbiamo pensato di fare le palline di vario colore e di diversa grandezza, in modo che i bambini siano agevolati nel comprendere i diversi valori assegnati.

RECENSIONE DI LIBRI E SUSSIDI DIDATTICI PER L'APPRENDIMENTO DELL'ARITMETICA

CALCOLARE A MENTE di CAMILLO BORTOLATO
PRESUPPOSTI TEORICI


Il testo consiste in una proposta didattica avente lo scopo di illustrare le vere strategie del calcolo mentale, differenti ed indipendenti dalle procedure del calcolo scritto.


L’ipotesi di Bortolato è che ogni bambino nasca con UN GENIO DELLA NUMEROSITA’ che attende di essere ascoltato nel modo giusto.Tale idea si è sviluppata prendendo visione delle nuove teorie dello sviluppo di Butterworth e Dehaene, secondo cui le competenze numeriche non si svilupperebbero intorno ai cinque anni, ma sarebbero innate in ogni bambino.


Queste per essere sviluppate necessitano di strategie conformi alle capacità di rappresentazione della mente umana, che non hanno nulla a che vedere con le procedure del calcolo scritto, da cui la trattazione in esame si discosta ampiamente.




In sintesi la metodologia del volume utilizza primariamente le immagini interne della mente, cioè il calcolo mentale senza cifre. Queste ultime infatti sono considerate come un prodotto storico di cui il bambino non fa uso nelle prime operazioni mentali che compie.




IL NUMERO E LA METAFORA DELLA MONTAGNA




Ma allora che cos’è il numero?


Secondo alcuni autori il numero consiste in una stratificazione di più significati articolati in tre livelli:


1 livello semantico @ @ @


2 livello lessicale tre


3 livello sintattico 3




Possiamo immaginare la tematica intera come una montagna su cui sono disposte tre tappe da conquistare e ogni bambino è ai piedi della montagna.


Al primo livello semantico il bambino osserva e organizza per proprio conto le rappresentazioni;


al secondo livello lessicale utilizza il codice latino dei numeri;


al terzo livello, quello sintattico entra nel tempio disciplinare dell’aritmetica , con il calcolo scritto e le sue regole rigide.


Questa metafora è molto utile in quanto consente di comprendere come il livello semantico venga prima degli altri due livelli, sia perché senza di esso non ci sarebbero oggi gli altri due, sia perché il percorso che propone è naturale e semplice.


Quindi secondo Bortolato la scuola sbaglia a proporre il percorso inverso, dall’alto, cioè dando delle rappresentazioni al numero e non viceversa, cioè dando alle rappresentazioni della mente del bambino un simbolo.


“ Si preferisce spiegare al bambino che un centinaio è un insieme di dieci decine e che ciascuna decina è composta di dieci unità, piuttosto che prendersi la briga di mostrargli un’immagine con cento palline dicendogli: è così ”.




CALCOLO MENTALEE CALCOLO SCRITTO


Il calcolo mentale è un ambito del calcolo scritto: infatti quando pensiamo alla quantità tre, non pensiamo al codice 3 composto da questo simbolo.Nel calcolo mentale utilizziamo i nomi latini, mentre nel calcolo scritto , non pensiamo alle quantità ma utilizziamo procedure che ci permettono di scomporre il calcolo mentale in calcoli più semplici.




IMMAGINI MENTALI


Secondo Butterworth inoltre il conteggio , cioè la valutazione della numerosità è naturale perché deriva dal bisogno di contabilizzare la realtà.


Cioè se noi vediamo 5 palline non possiamo fare a meno di chiederci quante sono. Mentre se vediamo cinque oggetti siamo più propensi ad identificare gli oggetti piuttosto che a contarli.


Il volume si basa quindi sull’assunto che la nostra mente è già predisposta a vedere e contare prima le palline che gli oggetti.




QUALE APPROCCIO?


In tale volume viene utilizzato l’approccio analogico- intuitivo, basato su una struttura di riferimenti ordinati che funzioni nella mente dell’alunno come una carta geografica per orientarsi nel calcolo, una struttura semplice, replicabile in tutte le dimensioni, costruita su impronta della conformazione delle mani che permetta all’alunno di riconoscere quantità anche elevate in modo istantaneo, senza il conteggio.


•Quindi possiamo dire che lo scopo di questo volume è di costituire questa struttura d’ordine nella mente di ogni bambino.


•Bisogna precisare però che non è tanto la struttura in sé il focus di questo approccio, quanto invece la posizione e l’ordine che le cinque palline o le cinque dita occupano ad interessare il calcolo mentale.




LA STRUTTURA DEL LIBRO


•Sezione 1:Strutturazione delle quantità e delle posizioni


•Sezione 2:Calcolo mentale: addizioni e sottrazioni


•Sezione 3:La tabella del 1000


•Sezione 4:Applicazione del calcolo mentale nei problemi

I GRANDI MATEMATICI

CAMILLO BORTOLATO

SITOGRAFIA:
http://www.camillobortolato.it/
http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=263
http://www.erickson.it/erickson/content.do?cat_id=63&id=77
http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=5&scat=76&arid=1806

IL GENIO DELLA PORTA ACCANTO

INTERVISTA A CAMILLO BORTOLATO


DOMANDE RELATIVE AL VOLUME “CALCOLARE A MENTE” C. BORTOLATO
Seconda fase

1) Lei ritiene che le strategie del calcolo mentale sono differenti da quelle del calcolo scritto. Come mai?
Il calcolo mentale è come parlare. Il calcolo scritto è come scrivere: si impara quando si va a scuola.
A scuola si fa il contrario: prima si impara il calcolo scritto e poi quello mentale. Assurdo.

2) In cosa consiste questa differenza?

Il calcolo mentale è universale , a-storico , basato su strategie mentali legate alla percezione interiore
Il calcolo scritto è artificiale e storico, basato su procedure artificiali consentite dall’impiego della carta e dell’inchiostro E’ ’ stato introdotto nella nostra cultura nel 1500 con la scrittura indo-arabica.
La nostra cultura manca di questa chiarezza di base che rende impossibile ogni miglioramento della didattica

3) Che cos’è precisamente il “Genio della numerosità”?

La percezione della numerosità è un fatto comune anche agli animali. In più noi umani sappiamo dare un nome alle quantità. Ciò è sufficiente per il calcolo mentale, ma nessuno lo sa tranne i bambini. .

4) Quando e come si manifesta?
Si manifesta dalla nascita con il fatto di vedere. Nessuno di noi impara a vedere. Vedere è una meraviglia che ci viene data in dono dalla nascita.



5) Nel suo libro “Calcolare a mente” si parla di una prima forma di calcolo mentale: il calcolo mentale senza cifre. Se durante questa prima fase il bambino non utilizza delle cifre, cosa userà per effettuare questi calcoli?
Il calcolo mentale è senza cifre scritte per la ragione che si può parlare anche senza saper scrivere.. Anche gli analfabeti possono calcolare. Anzi certe volte chi non è andato a scuola è bravissimo nel calcolo. I muratori una volta facevano calcoli incredibili a mente senza bisogno di calcolatrici. Non avevano bisogno di scrivere
Erano dei veri matematici.
I bambini bravi nel calcolo mentale non pensano ai numeri scritti. Li utilizzano solo “come “etichette” per scrivere i risultati.

6) Nel suo libro è proposta una metafora molto significativa per l'insegnamento/apprendimento della matematica: la metafora della montagna che prevede 3 livelli in successione: semantico, lessicale, sintattico. Questo percorso risulta naturale e semplice. Il bambino allora potrebbe procedere autonomamente in questo percorso o necessita comunque di una guida?
A scuola il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di non porre ostacoli allo sviluppo naturale della comprensione poiché per nostra fortuna i bambini nascono già intelligenti.
Dobbiamo presentare la semantica, cioè le palline ordinate e tutto il resto avviene con molta semplicità e naturalezza come quando giochiamo o lavoriamo con la realtà.

7) Perché secondo lei la scuola propone il modello inverso, partendo cioè dall’alto della montagna?
Perché noi insegnanti siamo centrati sulla meta e non sulla strada . Siamo egocentrici. E sfruttiamo la nostra superiorità culturale della parola..

8) Il suo volume si basa sull’assunto che la nostra mente è già predisposta a contare prima le palline che gli oggetti. Come mai?
E’ un fatto ormai riconosciuto da tutta la letteratura scientifica. Vedi Butterwort, Dehaene ecc.
Dicono che il dato di quantità è connaturato alla percezione. Ovvio.
Le dimostrazioni di Piaget su questo punto sono smentite.

9) Perché ha scelto di utilizzare proprio il sistema analogico-intuitivo in questo volume?
Questa denominazione non l’ho trovata ma l’ho inventata.
In verità non si tratterebbe di un metdodo, ma di un modo naturale di imaoprare che non ha bisogno di determinazioni. Tutti impariamo così, in ogni campo, facendo induzioni e analogie, cercando di indovinare ecc. La logica si riferisce solo ai risultati già raggiunti ed è una considerazione a posteriori.

10) Quanto e come l’utilizzo delle dita o delle palline nel conteggio possono aiutare e favorire il calcolo mentale?
La disposizione delle dita allineate e mobili nelle due mani distinte è essenziale. .Le mani sono un computer analogico. Utilizzate fuori della loro disposizione diventano oggetti al pari dei sassolini.

11) Da dove nasce il desiderio i scrivere sussidi didattici?
Mi piace scrivere libri come ad ognuno piace produrre.Mi sorprendo poi che il mio lavoro sia così apprezzato poiché reputo che siano cose semplici e modeste.

12) Da dove nasce la sua ricerca?Dalla sua esperienza di insegnante?
E’ una ricerca dovuta al problema professionale di corrispondere alle esigenze degli alunni.
Non possiamo mortificare le capacità dei bambini e di conseguenza non possiamo vivere con la frustrazione della nostra inefficienza. E’ un dramma per entrambi.
Il metodo analogico-intuitivo e la via della vicendevole salvezza.
Ho avuto da piccolo di buoni insegnanti e poi la mia ricerca è avvenuta nella solitudine difendendomi dalle varie mode.

13) Come mai si è soffermato ad approfondire il calcolo mentale e non qualche altro aspetto della matematica? Cosa più l’attira e cosa l’ha colpisce?
Il calcolo mentale è la base di tutto. E’ una esperienza interiore , nascosta, segreta.. Per conoscerla bisogna esplorare le più piccole sensazioni. Cosa succede quando faccio dei calcoli?. Quali sono le mie immagini? E’ una esplorazione che mi piace per questo l’ho sviluppata. .E’ conoscere se stessi.



14) Come ha fatto intuire ed elaborare questa proposta didattica?
Quando ho cominciato ad insegnare mi sono ricordato di quando ero bambino . Allora ho costruito subito la Linea del 20 che rappresenta le nostre mani e ho visto che funzionava. Tuttavia mi sono reso conto un po’ alla volta successivamente dei motivi per cui funzionava.
Contemporaneamente mi sono sempre documentato cercando fonti che convalidassero le mie supposizioni.
Vent’anni fa era diffide trovarle, perché l’impostazione di Piaget enfatizzava la concettualità, ma ora trovo molta affinità.
Ho avuto modoi di avere molti confronti positivi anche con operatori e ricercatori a livello nazionale.

15) Il suo calcolo mentale è posto in base 5, secondo lei è possibile calcolare anche in base 3?
Dobbiamo attenerci alla base dieci.. La suddivisione percettiva in due parti non è una base..
Tuttavia se avessimo avuto quattro dita per mano sarebbe stato meglio perché più vicini allo span tre che è il limite della percezione subitanea.

martedì 11 dicembre 2007

PROBLEMA DI MATEMATICA

3 MISSIONARI, 3 CANNIBALI



3 missionari e 3 cannibali fanno un viaggio insieme e devono attraversare un fiume sfruttando una zattera che può ospitare al massimo 2 persone alla volta. Prima di affrontare la traghettata, i missionari prospettano un pericolo: se su una qualsiasi delle due rive del fiume i cannibali finiscono per essere più numerosi dei missionari, questi ultimi potrebbero essere assaliti e mangiati dai primi. Come far traghettare tutti e sei gli uomini con i missionari sani e salvi?



SOLUZIONE

primo viaggio partono due cannibali, uno scende sulla riva opposta l’altro torna indietro
secondo viaggio partono due cannibali, uno scende l’altro torna indietro
terso viaggio partono due missionari, un missionario scende e torna indietro l’altro missionario e un cannibale
quarto viaggio partono due missionari, scendono entrambi, riparte il cannibale
quinto viaggio partono due cannibali, uno scende l’altro torna indietro
sesto viaggio partono due cannibali scendono entrambi




Su questo link potete trovare la presentazione Power Point
http://attachments.wetpaintserv.us/xFUAM05GUtf8kNYRylPv1A%3D%3D356864


LINK: CLICCA QUI

SITOGRAFIA:
http://www.digitalissimo.it/pagine/galleria.php?nome=animazioni&Pag=1
http://www.nienteperniente.it/lm2_02_agosto/missionari_cannibali.html

PROBLEMA DI MATEMATICA IN AULA

Abbiamo due recipienti A e B di 9 e 4 litri ciascuno.
Questi recipienti non sono graduati e sono opachi.
Abbiamo inoltre un rubinetto di capacità illimitata e un pozzo in cui si può scaricare l'acqua.


Obbiettivo: raccogliere 6 litri d'acqua.

martedì 4 dicembre 2007

LA MIA FAMIGLIA

LA MIA FAMIGLIA




NOI E LA MATEMATICA


OGNI GIORNO SIAMO A CONTATTO INCONSAPEVOLMENTE CON LA MATEMATICA, DA QUANDO CI SVEGLIAMO FINO AL MOMENTO DI ANDARE A LETTO.

INFATTI TUTTO CIO’ CHE CI CIRCONDA SI BASA SULLA MATEMATICA E RISPONDE A DETERMINATE LEGGI SCIENTIFICHE.

PER SVEGLIARCI UTILIZZIAMO LA SVEGLIA ED E’ GRAZIE ALLA MATEMATICA CHE POSSIAMO IDENTIFICARE I NUMERI E DI CONSEGUENZA SIAMO IN GRADO DI RICONOSCERE L’ORA.

ANCHE DURANTE LA COLAZIONE, IL PRANZO, LA CENA, IN OGNI MOMENTO IN CUI MANGIAMO CI SERVIAMO DELLA MATEMATICA PER CALCOLARE LE PORZIONI DI CIBO DA ASSIMILARE.


UTILIZZIAMO LA MATEMATICA ANCHE PER CALCOLARE IL PERCORSO CHE SI PERCORRE PER ARRIVARE A LAVORO O ALL’UNIVERSITA’, ALTRIMENTI NON SAREMO IN GRADO DI ARRIVARE AGLI APPUNTAMENTI IN ORARIO.

QUANDO UNA PERSONA CI CHIEDE INFORMAZIONI PER RAGGIUNGERE UN DATO POSTO E’ UTILE SAPER INDICARE QUANTO TEMPO OCCORRE E SEGNALARE LA LUNGHEZZA DEL TRAGITTO.

ANCHE MENTRE ESEGUIAMO UN PARCHEGGIO UTILIZZIAMO LA MATEMATICA E LA GEOMETRIA PERCHE’ DOBBIAMO IMMAGINARCI LA TRAIETTORIA CHE LA MACCHINA DEVE ESEGUIRE , PER CALCOLARE LA DISTANZA TRA UNA MACCHINA E L’ALTRA , PER VERIFICARE CHE LO SPAZIO PER IL PARCHEGGIO SIA SUFFICIENTE PER LA NOSTRA AUTO, IN MODO DA NON DANNEGGIARE E URTARE LE ALTRE VETTURE PRESENTI

NEL MOMENTO IN CUI FACCIAMO LA SPESA AL SUPERMERCATO E’ INDISPENSABILE SAPER LEGGERE I PREZZI DEGL’ALIMENTI….

…MA ANCHE, SAPER RICONOSCERE IL CORRETTO VALORE DELLA MONETA

…PER LEGGERE LO SCONTRINO E PAGARE CIO’ CHE SI E’ COMPRATO E OTTENERE IL GIUSTO RESTO.

MENTRE SI CUCINA, OCCORRE LA SAPER LEGGERE LA RICETTA PER CONOSCERE LA QUANTITA’ DI INGREDIENTI NECESSARI, DI CONSEGUENZA SI DEVE SAPER LEGGERE I NUMERI, SAPER DISTINGUERE LE MISURE E RICONOSCERE IL VALORE A CUI SI RIFERISCONO

PERFINO I GIORNALISTI DEVONO ESSERE IN GRADO DI ORIENTARSI NEL FOGLIO, INFATTI DEVONO RISPETTARE UNA RIGIDA IMPAGINAZIONE IN CUI OGNI ARTICOLO VIENE POSIZIONATO NELL’APPOSITO SPAZIO, NON DEVE SUPERARE UN DETERMINTO NUMERO DI PAROLE E IL TITOLO, SOTTOTITOLO DEVONO ESSERE BEN VISIBILI E AVERE UN PRECISO FORMATO.

ANCHE IN QUESTO MOMENTO UTILIZZO LA MATEMATICA, PER DARE AL TESTO UN CORETTO CARATTERE E POSIZIONE ALL’INTERNO DELLA PAGINA.

LE MIE GIORNATE SONO ORGANIZZATE, OGNI GIORNO SEGUO UN PRECISO PROGRAMMA:

LUNEDI’
DALLE 10;30 ALLE 12;00 PEDAGOGIA SPECIALE
DALLE 14;00 ALLE 17;00 MATELSUP 1
DALLE 16;30 ALLE 18;30 TIROCINIO

ANCHE NELLA LETTURA DEL CALENDARIO USO LA MATEMATICA, ATTRAVERSO CUI POSSO CONTARE I GIORNI CHE MANCANO AL NATALE!

PER LEGGERE I PROGRAMMI TV MIA NONNA DEVE ESSERE CAPACE DI LEGGRE L’ORARIO, DI CONSEGUENZA I NUMERI.

USO LA MATEMATICA OGNI QUAL VOLTA CHE PRENDO IL CELLULARE IN MANO PERCHE’ DEVO SAPER DIGITARE IL NUMERO DI TELEFONO PER POTER TELEFONARE A QUALCUNO.

IO E LA MATEMATICA

IO E LA MATEMATICA

Ogni giorno vengo a contatto con la matematica, sia indirettamente che direttamente, di conseguenza la matematica è una disciplina che serve sempre, è fondamentale per ognuno di noi.
Si inizia a insegnare questa disciplina fin da piccoli, infatti i nostri genitori ci insegnano a far dire la nostra età, in questo modo inconsapevolmente entriamo in contatto con i numeri, successivamente è compito della maestre approfondire tutto ciò che riguarda la misura, l’ordine, il pensiero razionale e i numeri.
Il mio rapporto con la matematica è stato caratterizzato da alti e bassi in modo particolare alle superiori, del periodo in cui ho frequentato la scuola media ed elementare ricordo ben poco.
Alle elementari c’era molta competizione tra noi alunni su chi prima risolveva un problema, su chi riusciva a contare fino 200, 300… su chi riusciva a fare divisione con due o tre cifre…e l’insegnante premiava chi riusciva meglio.
Non riuscivo trovare interesse per la matematica, ne avevo stimoli che mi potessero incuriosire non trovavo nulla di piacevole in questa disciplina scientifica, mi limitavo semplicemente a svolgere il mio dovere di alunna diligente.
Le lezioni erano noiose, per nulla piacevoli, l’insegnante non faceva che lodare i soliti compagni e urlare contro chi non la soddisfaceva, ogni giorno era monotono e uguale, la maestra spiegava in modo nozionistico le regole dopo di che ci caricava di esercizi da svolgere che io eseguivo, ma in cui non trovavo nulla di piacevole e interessante, vivevo tutto come un dovere in cui non trovavo nulla di curioso.
Alle medie ho incontrato molte difficoltà in algebra e nelle espressioni, in cui non riuscivo ad applicare il metodo veloce, ma avevo bisogno di fare passaggio per passaggio a differenza dei miei compagni che erano più veloci di me ad apprendere, per questo oltre alla frustrazione e all’ansia perché non riuscivo a risolvere gli esercizi si aggiunse il disagio e l’insoddisfazione di me stessa perché ero l’ultima.
Sono dell’idea che una maestra abbia il compito di coinvolgere ogni alunno, ogni lezione deve poter fornire stimoli ed interessi, un bambino a scuola non deve annoiarsi, ma deve vivere l’ambiente scolastico come momento piacevole, periodo in cui ognuno può trovare risposte alla sue curiosità ed ai suoi interessi che gli permettano di maturare durante la crescita e gli offrano le basi per orientarsi nella società in cui vive.
Credo che la maestra deve stare attenta ad arricchire le sue lezioni con metodi di insegnamento sempre nuovi così nel bambino possono emergere sentimenti di stupore, di interesse e curiosità e il desiderio di apprendere elementi nuovi senza annoiarsi e viverlo come un dovere, ma come un piacere.